Il Birrone Birrificio Artigianale

Il Birrificio Artigianale Birrone nasce nel 2008, grazie alla passione e alla volontà di Simone Dal Cortivo.

Il percorso che ha trasformato Simone da semplice homebrewer a Birraio dell’anno (nel 2014) è stato complesso, ma altrettanto ricco di soddisfazioni.

La produzione a Isola Vicentina – Fonte: Birrone.it

La Casa del Birrone sorge a Isola Vicentina, a due passi da Vicenza. Qui è possibile partecipare a delle vere e proprie visite guidate del birrificio.

Ad accompagnarvi in questa interessante visita sarà proprio Simone, che vi delizierà con numerosi aneddoti che hanno fatto la storia del Birrone e della birra artigianale italiana.

Ma Vicenza non è l’unico luogo in cui trovare il Birrone. A Bassano del Grappa potrete provare tutte le birre e mangiare toast e bruschette. Inoltre, nel locale di Bassano vengono organizzati molti eventi birrari e serate musicali.

A Grisignano di Zocco, in provincia di Vicenza, infine, si trova Birrette, un pub figlio del Birrone!

Le birre del Birrone – Fonte: Birrone.it

Le birre del Birrone

Il Birrone è in grado di appagare qualsiasi palato desideroso di birra: bisogna solamente catapultarsi alle spine, per provare tutte le sperimentazioni – riuscite – di Simone.

Noi abbiamo iniziato piano, con una Tira e Tasi, giusto per preparare la gola – e il fegato – alle altre specialità.

Si tratta di una Summer Lager da 4,8%, rinfrescante e profumata, il cui nome indica l’attività preferita di noi appassionati: bevi una birra e non pensare ad altro!

Dopo il riscaldamento iniziale, siamo passati a un pezzo forte della collezione di Simone: la Cibus.

È una Weizen Bock da 7%, prodotta in alta fermentazione, dove il sapore di banana matura è potente, e si mischia allo speziato dei chiodi di garofano e di vaniglia.

Noi l’abbiamo bevuta fresca, appena spillata dal silos in acciaio dove stava maturando. Una birra che ci ha letteralmente conquistati!

Non è finita qui: giusto per farci capire che al Birrone non si scherza, Simone ci ha deliziato con la sua I.BA, India Pale Lager da 7,2%.

Una IPA “americana” brassata a bassa fermentazione – al Birrone sono maestri in questa tecnica – amara, beverina, ma soprattutto aromatica quanto una Ale!

Chiudiamo in bellezza, con la Scubi, una Schwarz da 5,4%, capace di accontentare tutti.

Le note tostate di caffè si fondono a quelle di liquirizia, e alla dolcezza dei malti utilizzati.

È una birra morbida e dal corpo leggero, a bassa fermentazione e in stile bavarese.

Tutte le birre di Simone si distinguono per essere prodotte quasi totalmente con materie prime bio – in alcuni casi autoprodotte dal birrificio – e per la facilità di beva.


Se siete degli amanti di Sidro, il Birrone è il posto giusto! Qui viene prodotto il famoso succo di mela “alcolico”, grazie a un lievito speciale generato dalla fermentazione spontanea delle ciliegie. Il risultato è fenomenale: un Sidro di mela biologica da 4%, frizzantino e leggero, buono da bere come aperitivo alternativo, o da accompagnare al dessert.

I piatti del Birrone – Fonte: Birrone.it

La cucina del Birrone

Alla Casa del Birrone si può anche mangiare. Bruschette, pizze, alcuni piatti di tradizione, il succulento Burger Birrone… Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti!

Noi ci siamo lasciati deliziare dalla pizza gourmet che, insieme ad una buona birra, si è rilevata la cena perfetta.

La taproom del Birrone – Fonte: Birrone.it

La visita guidata alla Casa del Birrone è stata estremamente piacevole e ci sentiamo di consigliarla a tutti.

La bravura e la simpatia di Simone, il mastro birraio, possono rendere questa esperienza piacevole anche a chi conosce poco del mondo artigianale. Si tratta di una buona opportunità per imparare qualcosa di nuovo, divertendosi e passando qualche ora in maniera insolita e originale.

Visitare un birrificio è sempre un’occasione di confronto e sicuramente nessuno disdegna la degustazione di qualche birra, ancor più se in compagnia del mastro birraio!

Hasta la Birra!

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Birrificio 26 Nero

Il Birrificio 26 Nero nasce nel 2011, grazie alla passione di Fabio Massellucci, che decide di lasciare il proprio lavoro di biologo per aprire un birrificio artigianale.

Il 26 Nero prende il nome dal numero della roulette, come rappresentazione della scommessa coraggiosa fatta da Fabio: lasciare delle certezze per realizzare un sogno.

Il Birrificio nasce a Scalvaia, un piccolo paese di 40 anime, posizionato tra Siena e Grosseto: è qui che vengono prodotte le prime due birre, la Fedora e la Guadagnata, in un impianto minuscolo da 80 litri.

Il 2013 è l’anno della svolta: arrivano l’investimento e il trasloco nel comune di Monteriggioni. Ma non finisce qui, nel 2015 il 26 Nero si unisce al birrificio Arribal di Poggibonsi, dando vita a una nuova linea di birre speciali, prime fra tutte l’Ipnotica e la Rumata.

Il successo del Birrificio è sempre maggiore, tanto che nel 2017 viene raggiunto un nuovo traguardo: il 26 Nero apre un Brewpub, dove abbina i piatti locali alle birre prodotte, così da offrire un servizio sempre più completo ai clienti.

Le birre del 26 Nero

Quella del Birrificio 26 Nero è sicuramente una storia fatta di scommesse, ma soprattutto di passione, ruota trainante dell’intero progetto.

Le birre vengono prodotte con materie prime ricercate e uniche, grazie a uno studio continuo da parte dei produttori.

Le etichette sono delle piccole opere d’arte e racchiudono le passioni della famiglia: sono disegnate da Linda Frosini, la moglie di Fabio, grafica di professione e prima sostenitrice del Birrificio.

Al 26 Nero le birre sono tutte Ale, non pastorizzate e rifermentate in bottiglia, senza l’uso di additivi e conservanti.

La Fedora è una Golden Ale, chiara e aromatica, grazie all’utilizzo di luppoli in fiore durante la produzione. È la prima birra prodotta dal 26 Nero e deve il suo nome ad un famoso cavallo vincente del Palio di Siena, altra passione di Linda.

Grazie al suo carattere leggero e beverino, ben si sposa con formaggi freschi, antipasti e carni bianche.

Guadagnata è una Amber Ale, morbida e corposa. È una birra prodotta con una miscela di malti selezionati, in grado di tenere testa ai piatti più complessi, come formaggi stagionati e brasati di carne.

Anche Guadagnata è una delle prime birre prodotte dal Birrificio ed è dedicata al gioco “Palla a 21”, antico sport toscano di nicchia, praticato dal mastro birraio Fabio.

Dalla collaborazione con Luca Rotolo, mastro birraio del Birrificio Arribal, nel 2016 nascono le speciali Ipnotica e Rumata.

La prima, che in etichetta mostra un gufetto dagli occhi “ipnotizzanti”, è una Double Ipa piacevolmente profumata di frutti esotici, risultato dei fiori di luppolo aggiunti nelle fasi finali della produzione.

La seconda è un’Imperial Porter, birra forte da meditazione, dai sentori di cioccolato, di caffè e di tabacco, impreziosita dal finale piccante donato da un ingrediente d’eccezione: i peperoncini jalapeños.

L’etichetta della Rumata mostra un cinghiale, simbolo del profondo legame che unisce il territorio toscano al Birrificio 26 Nero, sempre pronto alla ricerca di ingredienti pregiati per lo sviluppo delle nuove produzioni.

Nel 2019, grazie ad un progetto realizzato per sostenere il popolo di Amatrice dopo il terremoto del 2016, nasce la birra Doroty, una English Ipa da 9 gradi.

Per acquistare queste birre artigianali, oltre a tutte le altre produzioni del 26 Nero, è possibile visitare lo shop online.

Il Birrificio 26 Nero ha una storia birraria avvincente: quello che poteva sembrare un azzardo da parte di Fabio, in realtà si è dimostrato coraggio e perseveranza nell’inseguire i propri sogni; un modo per poter raggiungere la felicità personale, oltre quella di tutti i clienti appassionati di birra!

Hasta la Birra!

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Birrificio 2 Sorelle

Avvolto tra i verdi e dolci colli delle Langhe, nel comune di Santo Stefano Belbo, sorge un antico cascinale ottocentesco, celebre per la produzione di birre pregiate.

Stiamo parlando del Birrificio 2 Sorelle, che deve il suo nome alle due ragazze che lo hanno fondato, Elisa e Federica Toso, due sorelle preparate e audaci, che hanno trasformato la loro passione in lavoro.

La Dinda

Spinte dallo spirito imprenditoriale, le due ragazze hanno la brillante idea di acquistare nel 2010 La Dinda, un casale abbandonato circondato da 10 ettari di terreno, destinati alla coltivazione di vigneti e di altre culture.

Dopo un lungo processo di restauro e di riqualificazione dello stabile, e l’implementazione dei macchinari necessari alla produzione della birra, nel 2014 nasce il Birrificio 2 Sorelle.

L’impianto è costituito da una sala cottura da 20 hl a tre tini, da una serie di fermentatori da 40 hl ciascuno e una moderna linea di imbottigliamento.

Durante la realizzazione del progetto, Elisa e Federica non hanno dimenticato l’attenzione per l’ambiente e la tutela dello splendido territorio collinare delle Langhe:

  • una caldaia a biomasse legnose produce il calore necessario alla realizzazione della birra e al riscaldamento dell’edificio;
  • un impianto fotovoltaico genera l’energia elettrica per il processo produttivo;
  • i liquidi di scarto vengono resi innocui attraverso un impianto di depurazione.

Le birre del Birrificio 2 Sorelle

Per la produzione del malto base destinato alle birre, il Birrificio 2 Sorelle utilizza l’orzo distico coltivato nei terreni di proprietà dell’azienda. I malti speciali, usati in quantità secondaria all’interno della composizione delle birre, vengono acquistati da fornitori accuratamente selezionati.

Tra la moltitudine di birre prodotte dal Birrificio 2 Sorelle, acquistabili nell’e-shop, noi abbiamo assaggiato la Sister Ale e la Amber Ale.

Sister Ale Birrificio 2 Sorelle
La birra Sister Ale del Birrificio 2 Sorelle – Photo by Axel Studio’s & Creative Team

La prima è ispirata alle tradizionali Farmhouse Ale belghe, cioè le “birre di campagna” brassate in passato dai contadini, nate per evitare sprechi di cereali o per sfruttare le materie prime che offrivano i campi.

La Sister Ale si presenta nel bicchiere coperta da un cappello di schiuma candido e persistente. Il colore della birra è giallo velato e rivela eleganti sfumature aranciate.

Il sapore, dalle mille sfaccettature, conferma le essenze agrumate percepite al naso, e viene esaltato dalla bollicina fine e delicata.

Il corpo è leggero e piacevole: inizialmente dolce e astringente, a prevalere sul finale è l’amarognolo da pompelmo, caratteristica rinforzata dalla buona gradazione alcolica, da 5,9%.

Ovviamente la Sister Ale è una birra non filtrata e non pastorizzata, rifermentata in bottiglia: dato il carattere fresco e dissetante, la consigliamo come aperitivo, o in abbinamento con formaggi, pesce o carni bianche.

La birra Amber Ale del Birrificio 2 Sorelle – Photo by Axel Studio’s & Creative Team

Totalmente differente è la Amber Ale, che si ispira alle Bière de Garde, birre “rustiche” francesi, dalle note maltate e rotonde.

Dall’aspetto ambrato splendente, ha una schiuma densa e pannosa, color avorio.

Al naso spicca la nota di frutta sotto spirito, mentre in bocca è corposa e avvolgente, dolciona e biscottata.

Il grado alcolico importante – da 7,5% – e il sapore amabile la rendono il partner ideale per piatti succulenti, come la carne grigliata, o con portate da fine pasto, come i dolci al cacao o la frutta secca.

L’obiettivo di un birrificio artigianale è quello di trasmettere emozioni uniche al bevitore, grazie all’utilizzo di ingredienti ricercati e speciali, bilanciati nella giusta misura. Le birre del Birrificio 2 Sorelle sono state in grado di regalarci sensazioni nuove, frutto della passione che lega Elisa e Federica in questo progetto tutto al femminile.

Hasta la Birra!

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Birrificio Pfefferlechner Lana

Provate ad immaginare di sorseggiare una birra artigianale in Alto Adige, circondati da alberi di tiglio, all’interno di un ampio giardino, con una zona giochi dedicata ai più piccoli e uno zoo in miniatura. Un sogno? No, semplicemente il birrificio Pfefferlechner.

Ci troviamo a Lana, nel Südtirol, dove il mastro birraio Götz Spieth ha dato vita a tre birre uniche, che racchiudono l’essenza delle numerose esperienze fatte all’estero, dalla Germania alla Thailandia, fino al Giappone.

Südtirol, Lana, Pfefferlechner, Buschenschank und Hausbrauerei, St.Martinsweg 4, Lana,

Il birrificio è nato nel 2005, ricavato dal vecchio garage adiacente al maso. Tutte le fasi di produzione della birra vengono gestite localmente, dal mulino alla spillatura, e vengono inoltre organizzati alcuni eventi per tutti gli appassionati: seminari sulla birra, visite guidate e degustazioni.

Pfefferlechner, tuttavia , è molto più di un semplice birrificio artigianale. Al suo interno si trova anche un’osteria contadina, che riceve gli ospiti all’interno delle accoglienti stube. Qui è possibile assaggiare piatti della tradizione altoatesina: canederli, frittelle di patate, stufato, stinco di maiale!

Le birre

Le birre sono perlopiù a bassa fermentazione, anche se stagionalmente vengono prodotte delle birre speciali ad alta fermentazione, come la Pfeffer Kastanie leggermente affumicata, prodotta con una miscela di malti scuri e farina di castagna, e la Pfeffer Holz, realizzata con un’essiccatura su legno di faggio e uno stoccaggio di tre mesi su legno di quercia .

Nata nel 2019, con il solo utilizzo di materie prime locali, Pfeffer Fre[e]del è la prima birra analcolica del Südtirol. La sua unicità si basa su un processo di produzione innovativo, che le dona il gusto della birra vera, ma senza alcool.

Si tratta di una birra ad alta fermentazione in stile inglese, prodotta con malto altoatesino e diverse varietà di luppolo, che trovano il giusto equilibrio tra la dolcezza iniziale e l’amaro finale che persiste in bocca. Le note di fiori e agrumi si mescolano perfettamente, dando vita a una birra leggera, fresca e dissetante.

Dal colore tendente al nero, quasi impenetrabile, la Pfeffer Schwarz è una birra non filtrata e a bassa fermentazione.

L’utilizzo di malti scuri tostati è subito percepibile dagli aromi che emana: sentori di caffè e torrefazione.

In bocca le note di caramello e la componente morbida del malto la fanno da padrona. È una birra che fa dell’equilibrio e dell’armonia la sua nota distintiva.

La Pfeffer Hell è una birra non filtrata e a bassa fermentazione, prodotta con malto Pilsner. Il colore giallo paglierino lascia intravedere sfumature chiare e cristalline, mentre la schiuma si presenta candida e pannosa.

La bollicina elegante, il sapore maltato e moderatamente amaro e il finale leggermente secco rendono la Hell una birra fresca e dissetante, perfetta per ogni situazione.

Per sapere di più su questo stile, leggi il nostro articolo “Birra Pils: storia e caratteristiche“.

Insomma, Pfefferlechner è il luogo ideale per conciliare la passione verso la birra artigianale con l’amore per la natura. Un luogo che piacerà a tutta la famiglia, dai più grandi fino ai più piccoli!

Hasta la Birra!

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Birrificio Pratorosso Settala

Il Birrificio Pratorosso è un’icona del comune di Settala e deve il suo appellativo ai nonni del mastro birraio, Stefano Premoli, che così chiamavano il campo che circondava la loro cascina, il “PràaRuss”.

Come si intuisce dal nome, il Birrificio vanta un legame forte e indissolubile con il luogo di nascita e si contraddistingue per la passione e la voglia di stupire dei ragazzi che ci lavorano, in primis del giovanissimo mastro birraio, classe 1995.

Stefano nasce come homebrewer e inizia a lavorare al Birrificio Pratorosso nel 2015 come addetto all’imbottigliamento, scalando a poco a poco la vetta grazie a tanta passione e determinazione.

Birrificio Pratorosso

La storia del Birrificio

Il Birrificio Pratorosso nasce tra le mura della Cascina Gaita, azienda agricola della quale si hanno notizie fin dal lontano 1496, grazie ad un’antichissima e prestigiosa pergamena che ne documenta l’esistenza.

Deve il suo nome da uno strumento musicale celtico, molto simile ad una zampogna, e dal 1846 è conosciuta per la produzione di pregiate coltivazioni d’orzo.

Nel 2010 i ragazzi del Pratorosso avviano l’impianto produttivo, iniziando a farsi conoscere nel panorama brassicolo grazie a partecipazioni ad eventi e fiere di successo.

Le materie prime

Buona parte del territorio di Settala fa parte parte del parco regionale delle sorgenti della Muzzetta, famoso tra le campagne milanesi per l’elevata presenza di acqua sorgiva.

Anche il Birrificio sfrutta questa risorsa per la produzione delle proprie birre, prelevando l’acqua incontaminata dal pozzo dell’azienda, che viene rigidamente ispezionata e filtrata prima di ogni utilizzo.

La valorizzazione dei prodotti locali è una delle priorità del Birrificio Pratorosso: primo tra tutti l’orzo, cultura principale della Cascina Gaita, nella varietà chiamata Scarlett, particolarmente indicata per la produzione di birre.

Birre Pratorosso

Le birre del Birrificio Pratorosso

La Chiara, la Bianca, l’Ambrata e la Rossa. Quattro semplici nomi a rappresentare quattro birre equilibrate ed armoniose.

  • Chiara. Una birra beverina e appagante. Il suo aroma delicato sorprende il palato con note erbacee e fruttate.
  • Bianca. Una birra che si ispira alle Weiss. L’utilizzo della scorza di arancia in fase di produzione regala piacevoli sfumature speziate.
  • Ambrata. Una birra nella quale i malti sprigionano tutta la loro dolcezza, donando al palato note tostate che ricordano la frutta secca.
  • Rossa. Un corpo complesso che appaga il palato con note caramellate che si contrappongono perfettamente all’amaro del luppolo.

Non mancano tuttavia anche alcune birre speciali e altre prodotte in particolari momenti dell’anno. Rientrano nella prima categoria la Rossa Riserva – una birra che regala sentori di frutti di bosco e agrumi, una perfetta combinazione tra malti tostati e luppoli inglesi e americani – e la Scura – realizzata con un mix di cinque malti d’orzo nobili, che profuma di caffè, liquirizia e cioccolato.

Tra le birre prodotte solo in alcuni periodi dell’anno, vale la pena citare la Cinder Ale, in cui la zucca è protagonista. Non conosci le birre alla zucca? Non perderti il nostro articolo “Birra alla zucca: come è nata la Pumpkin Ale“.

Spaccio Birrificio Pratorosso

Dove acquistare le birre di Pratorosso

Il Birrificio Pratorosso è aperto al pubblico ogni sabato. È possibile visitare il laboratorio e fare una degustazione nell’adiacente tap room, provando le birre birre artigianali prodotte, in abbinamento a una selezione di salumi e formaggi locali. Qui potete anche acquistare le birre, nello spaccio aziendale.

In alternativa, Pratorosso possiede un e-shop per l’acquisto online. Potete comprare le singole bottiglie oppure optare per originali confezioni regalo.

Il nostro consiglio è sempre quello di andare a visitare i birrifici, quando possibile, per toccare con mano la qualità delle produzioni artigianali e magari scambiare due parole con il mastro birraio, che sarà felice di raccontarvi qualcosa in più sulle birre. Visitare un birrificio è un’esperienza a 360 gradi dalla quale non potete che uscirne arricchiti.

Hasta la Birra!

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Birrificio Via Priula San Pellegrino Terme

In questo periodo sentiamo la mancanza di passare del tempo libero a visitare birrifici artigianali, l’anima pulsante di questa piccola isola felice che è il movimento birrario, ed è per questo motivo che abbiamo deciso di aprire le porte di alcuni di loro ai nostri lettori, cercando di trasmettere l’aria che si respira tra gli impianti di produzione e tra i lavoratori che tramutano la loro passione e i loro sacrifici in una pinta di birra.

Il primo birrificio che vi mostriamo è Via Priula!


Incastonata tra le Preapli Orobie, al centro della valle Brembana, sorge San Pellegrino Terme (BG), bellissima capitale dello stile Liberty, famosa in tutto il mondo per via dell’omonima acqua minerale.

Ma da qualche anno San Pellegrino non è solo acqua: grazie ai due amici Giovanni Fumagalli e Mauro Zilli, la capitale della Valle Brembana è famosa anche per la birra.

Infatti nel 2010 trasformano la loro passione in professione, fondando la Brew Firm Via Priula, che prende il nome dalla strada realizzata nel 1593 su ordine del podestà di Bergamo Alvise Priuli, per collegare la città di Bergamo alla Valtellina.

In uso fino al XVIII secolo, la Via Priula percorre tutta la Valle Brembana, passando attraverso il paese di San Pellegrino Terme, e fu un’importante struttura strategica e commerciale per la repubblica di Venezia, poichè evitava il passaggio attraverso i territori di proprietà dell’ostile Ducato di Milano.

Nel 2019, dopo aver riscontrato sempre più successo, il debutto di due nuovi soci, Alberto Bosio e Riccardo Redaelli, risulta essere la mossa decisiva per l’acquisto di un impianto di produzione: nasce così il Birrificio!

Il Birrificio Via Priula

Il recentissimo sito produttivo si trova in Via Bernardo Tasso 77, a San Pellegrino Terme, lungo le sponde del fiume Brembo, e ha una capacità massima di 1200 litri a cotta.

I ragazzi del Birrificio Via Priula hanno scelto una struttura moderna e all’avanguardia, dai colori e dalle forme che si mimetizzano in modo ottimale con l’ambiente montano circostante.

Al Birrificio Via Priula non manca l’attenzione per il territorio. L’impianto fotovoltaico installato sul tetto favorisce un basso impatto energetico. Inoltre, l’energia utilizzata deriva da fonti sostenibili e rinnovabili, consentendo di ridurre al minimo gli sprechi.

Le trebbie, scarti di produzione del malto, vengono donate sia ai privati che si dilettano nella preparazione di dolci e prodotti da forno, sia ad aziende agricole per l’alimentazione degli animali o come concime.

Il tutto rientra in un bellissimo progetto chiamato #GreenPriula, che comprende tutte le azioni sviluppate dal birrificio per essere il più possibile ecosostenibile.

Birre Via Priula

Le Birre di Via Priula

In casa Via Priula l’attenzione per l’ambiente, e in particolar modo per il territorio locale, è sottolineato anche dalla scelta accurata delle materie prime: tutto ciò che viene usato per aromatizzare le birre – come lo zafferano, i piccoli frutti e le erbe aromatiche – è coltivato dalle aziende agricole bio della Valle Brembana.

Così come il nome del birrificio, anche le birre, con i loro stili e le loro etichette, ci raccontano un pezzetto di storia:

  • La CAMOZ, pluripremiata Imperial Stout da 8.5%, è la prima birra prodotta e ancora oggi la più apprezzata dai consumatori. È dedicata al compianto Bruno Tassi detto “Camos”, scalatore prodigioso originario della Valle Brembana. La Camoz si presenta scura e con un alto grado alcolico e sprigiona sentori dolci di caffè, cioccolato, caramello e liquirizia.
  • La LOERTIS, Pils da 4.8%, si presenta limpida e di colore giallo paglierino, in bocca ha note morbide di malto e un piacevole finale secco, erbaceo e amaro. Al naso prevale il sentore erbaceo del luppolo. “Loertis” è la traduzione in dialetto bergamasco di luppolo. – Se non l’hai già fatto, leggi il nostro articolo dedicato alla storia e alle caratteristiche delle birre Pils.
  • La BACIO, American Pale Ale da 4.9%, una birra Gluten Free ispirata all’elisir prodotto agli inizi del ‘900 dal farmacista di San Pellegrino Terme, Ermanno Bonapace. Le note floreali e fruttate vogliono ricordare il profumo dei fiori e delle erbe usate per produrre l’elisir Bacio. In bocca è mediamente corposa e ha un finale secco e amaro, tipico del suo stile.
  • La ROSA!, birra di frumento alla frutta da 4.3%, nata per festeggiare l’arrivo del Giro d’italia a San Pellegrino Terme il 26 Maggio 2011, e dedicata al campione conterraneo Ivan Gotti. La birra si presenta di un colore rosa carico, dovuto alla presenza dei lamponi. Al naso emergono profumi fruttati e floreali. In bocca è fresca, acida e fruttata.
  • LA DUBEC, Doppelbock da 7.5%, che in bergamasco significa “Caprone”. È l’ambrata del birrificio Via Priula. Al naso è inconfondibile l’aroma di frutta rossa e caramello, in bocca prevale il morbido del malto. Inizialmente dolce e decisa, termina con un finale secco e luppolato.
  • La MOROSA, Dubbel alla frutta da 6.5%, famosa per l’aggiunta di more della Valle Brembana.
    All’aspetto si presenta color rubino carico, al naso è complessa con sentori di frutta rossa e biscotto. Al palato è morbida e avvolgente con finale secco.
  • La CORNA BIANCA, Blanche da 5%, speziata con erbe che crescono sulla Corna Bianca di Cornalba (Val Serina). Si presenta di colore giallo paglierino opalescente. Al naso si riconoscono le spezie tipiche dello stile, quali bucce d’arancia, coriandolo, erbe e bacche. In bocca è fresca, dissetante e delicata.
  • La TRIPELFOI, Tripel 9,5%, in tipico stile belga, impreziosita dall’aggiunta di Achillea Millefoglie, un’erba alpina che conferisce alla birra un finale amaro e balsamico. Nel complesso è una birra da meditazione, che avvolge con le sue note dolci e fruttate.
  • La SAFRÀ, Saison da 6%, dorata e intrigante, con note pepate e agrumate. Il suo finale secco la rende beverina e adatta ad ogni occasione. Safrà è una parola che proviene dal dialetto locale e indica l’ingrediente principale che caratterizza questa birra: lo “Zafferano”.

La vasta offerta che propone il Birrificio Via Priula comprende anche delle birre definite “one shot”, cioè quelle brassate per occasioni speciali: tra queste spicca la DUBAL, Dubbel da 6,6%, nata durante il primo lockdown, un omaggio al coraggio del popolo bergamasco duramente colpito dal Covid-19.

Per non far mancare nulla ai propri clienti, Via Priula ha allestito un locale situato in Via de Medici 2, nel centro di San Pellegrino Terme, dove è possibile assaggiare tutte le birre alla spina di loro produzione, oltre ai piatti tipici e stuzzichini della Val Brembana, come il BranziBurger, le croccanti patate con la buccia e il Birramisù con biscotti di SanPellegrino e Birra Camoz.

Il Beerghém

Da un’idea del Birrificio Via Priula, nel 2010 è nato il BeerGhèm – Festa della Birra Artigianale, un festival che si ripete annualmente con l’obiettivo di celebrare e valorizzare i produttori della provincia di Bergamo.

Alla manifestazione, che si tiene a San Pellegrino, partecipano diverse aziende brassicole bergamasche che, oltre a spillare la birra, offrono tutte le informazioni relative alle proprie produzioni artigianali.

Nel corso delle diverse edizioni del BeerGhèm, si è data importanza anche all’aspetto gastronomico e al food pairing dei piatti della tradizione bergamasca con la birra.

Disponibilità e cordialità nei confronti del cliente, e un’ampia scelta di birre in grado di esaltare i sapori autoctoni della Valle Brembana, sono ciò che rende il Birrificio Via Priula una tappa obbligatoria per tutti gli appassionati del panorama brassicolo bergamasco.

Hasta la Birra!

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Agribirrificio Sguaraunda & Birra la Bergamasca

Presi dagli acquisti per il trasloco, un paio di settimane fa, ci siamo lanciati alla ricerca di un birrificio non troppo distante dalla nostra residenza.

Agribirrificio Sguaraunda & Birra la Bergamasca si trova a Pagazzano, in provincia di Bergamo, ed offre numerose birre artigianali oltre a un aperitivo goloso e di qualità.

Operativo dal 2003, è il primo birrificio artigianale della provincia di Bergamo, e continua a sfornare prodotti eccellenti, a partire dalle birre non filtrate e non pastorizzate, sviluppate mediante ingredienti autoprodotti.

Nell’Agribirrificio Sguaraunda si respira aria di casa: il clima accogliente ci ha fatto subito sentire a nostro agio.

Il ragazzo che ci ha serviti, ci ha proposto un giro tra gli impianti di produzione, svelando macchine curate e pulite alla perfezione, oltre a rispondere alle nostre curiosità.

Durante il nostro aperitivo tra i tavolini rustici del giardino di Agribirrificio Sguaraunda, ci siamo regalati due birre squisite, servite con un tagliere colmo di prelibatezze.

Aperitivo da Agribirrificio Sguaraunda e Birra la Bergamasca
Aperitivo da Agribirrificio Sguaraunda e Birra la Bergamasca

La Nera Affumicata, premiata nel 2018 con il Luppolo d’oro nella categoria “Smoked beer”, è sviluppata sullo stile Rauchbier di Bamberga.

Il malto per la produzione di questa birra viene fatto affumicare su legni di faggio, che regalano alla bevanda un aroma di fumo, e caratterizzano il colore molto scuro.

Bamberga è una città che si trova a nord della Baviera, in Germania. Qui i malti delle birre essiccano prevalentemente su fiamma libera sviluppata dai legni di faggio invecchiato, anziché in un forno chiuso.

I fumi sviluppati durante questa operazione, vanno a impregnare il malto, e quindi la bevanda finale, regalandole un sapore affumicato, che ricorda lo speck!

Neipa - Agribirrificio Sguaraunda e Birra la Bergamasca
Neipa – Agribirrificio Sguaraunda e Birra la Bergamasca

La Neipa, dal profumo di ananas e mango, e dal gusto addolcito dai fiocchi di avena.

Neipa sta per New England IPA, ed è uno stile nato recentemente negli USA. Ne fanno parte birre dall’ampio bouquet aromatico, dove l’amaro è meno estremizzato rispetto alle classiche IPA.

Per la loro produzione viene quindi utilizzata una grande varietà di luppoli dal carattere fruttato, tipici del territorio americano.

Curiosamente vengono chiamate anche Juicy IPA, oltre che per il loro sapore dolce anche per il colore aranciato fortemente torbido, identico appunto a quello dei succhi di frutta.

Agribirrificio Sguaraunda & Birra la Bergamasca è stato una bellissima scoperta, un posto caratterizzato dalla cordialità, a due passi da casa.

Qui è possibile bere birra di ogni genere, dalle tradizionali alle più innovative, tutte accumunate da un carattere mai banale. Un posto dove torneremo sicuramente.

Hasta la Birra!

Birra La Dama: 4 chiacchiere con il mastro birraio

Recentemente siamo stati invitati al birrificio artigianale Birra La Dama di Bedizzole, in provincia di Brescia, a due passi dal Lago di Garda.

Birra La Dama nasce nel 2012 a Roma, grazie alla passione di due amici, Davide e Manolo, le cui iniziali danno vita al nome “Dama”.

Nel 2019 decidono di aprire un birrificio a Brescia. Qui sanno che il mondo della birra artigianale è ancora poco conosciuto e ha iniziato solo recentemente a riscuotere successo.

Situazione molto diversa rispetto a Roma, dove il mercato della birra artigianale è conosciuto e diffuso da anni.

Un'esposizione di malti presso Birra La Dama
Un’esposizione di malti presso Birra La Dama

Birra la Dama a Brescia organizza numerosi eventi, allo scopo di diffondere una cultura della birra artigianale. Cene a tema, eventi formativi, incontri con le scuole. Di certo non manca la fantasia!

Davide ci ha raccontato alcune curiosità sulle loro birre. Ad esempio, all’interno di ogni etichetta è nascosto un gufo, logo del birrificio ed elemento totemico degli Indiani d’America, altra passione in comune con Manolo.

L’etichetta di ciascuna birra viene realizzata da Davide stesso, che ne decide ogni singolo elemento, unendo le proprie abilità grafiche alla produzione di birra.

Birra La Dama, Bedizzole (Brescia)
Birra La Dama, Bedizzole (Brescia)

Ogni birra poi nasconde una storia, fin dalla prima, La Tipa. Una classica IPA prodotta nell’ormai lontano 2012 quando a Roma era lo stile di birra che andava per la maggiore.

L’arrivo di Birra La Dama a Bedizzole è stato l’inizio di una nuova avventura, che meritava una birra tutta per sé: La Roma Brescia.

Si tratta di una India Pale Lager, cioè una birra a bassa fermentazione che unisce i malti dolci europei ai luppoli amari e floreali americani.

L’etichetta de La Roma Brescia è un piccolo capolavoro di arte: viene raffigurata la Fiat Punto di Davide in viaggio tra gli appennini, nel comune di Verghereto, paese che si trova esattamente a metà percorso tra Roma e Brescia. Sullo sfondo è rappresentato il monte Fumaiolo, dove nasce la fonte del Tevere, il  fiume rappresentativo della Capitale e luogo di nascita del mastro birraio.

Vale la pena citare altre due birre prodotte dal birrificio Birra La Dama di Brescia, che riprendono due stili classici europei. 

La Bionna è una birra a bassa fermentazione, caratterizzata da una minima presenza del frumento. Questa ricetta è originaria di Stoccarda, città rappresentata nell’etichetta e meta di viaggio studio da parte di Davide.

La Bruna è una classica London Porter, scura e dai sentori di caffè e cioccolato.

Birra La Dama, La Fumarola e la Tipa
Birra La Dama, La Fumarola e la Tipa

Birra la Dama è sinonimo di innovazione e di sperimentazione, dove vengono prodotte birre speciali in quantità limitata, utilizzando prodotti naturali.

Ne è un esempio L’Alba, birra a bassa fermentazione caratterizzata da un ingrediente inaspettato e d’eccezione, il tartufo!

Visitare un birrificio è un’esperienza a 360 gradi e anche questa volta ne siamo rimasti entusiasti!

Hasta la Birra!

Visitare un birrificio: un’esperienza a 360 gradi

Oggi vogliamo parlarvi di un argomento che ci sta particolarmente a cuore.

Visitare un birrificio artigianale è un’esperienza che difficilmente lascia delusi, sia per chi è appassionato di birra, sia per chi si sta avvicinando a questo fantastico mondo.

Per la legge italiana è definito piccolo birrificio indipendente un “birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi”.

In ogni birrificio artigianale c’è sempre un mastro birraio, il produttore delle birre artigianali, felice di raccontare le proprie creazioni.

Non solo, anche il personale, solitamente un gruppo di amici o una famiglia, è molto disponibile a soddisfare le curiosità dei clienti e a consigliare la birra giusta per conciliare i gusti personali.

Spesso i birrifici possiedono una tap room adiacente, dove degustare la birra spillata dai rubinetti, servita con qualche stuzzichino.

Visitare un birrificio
Visitare un birrificio, una valida alternativa per passare del tempo in compagnia di amici

In questo periodo, in cui vi sono ancora parecchie restrizioni causa Covid-19, visitare un birrificio costituisce un modo alternativo per passare del tempo in compagnia. I birrifici artigianali organizzano spesso serate a tema con degustazione di cibo da accompagnare alle loro birre.

Visitare un birrificio è anche un modo per scoprire le tradizioni e i prodotti locali, i produttori artigianali infatti utilizzano molto spesso ingredienti a chilometro zero.

Ancor più in Italia, dove i prodotti sono di alta qualità e l’inventiva dei mastri birrai non manca di certo. Così capita di trovare birra alla castagna, al prosecco, italian grape ale…

Insomma, visitare un birrificio può diventare un’esperienza sensoriale, che permette di scoprire gusti e profumi diversi, ma anche un’esperienza educativa rispetto al mondo della birra artigianale.

Per chi si sta cimentando da poco nella degustazione di questa bevanda, visitare un birrificio può essere l’occasione perfetta per provare stili diversi e scoprire quali birre incontrano meglio i propri gusti personali.

Hasta la Birra!

The Beer District: birrificio Crema

In vista della vacanza in Toscana, dovevamo fare un po’ di acquisti.

Crema, oltre ad essere una delle nostre cittadine preferite, si presta perfettamente allo shopping, grazie al centro interamente pedonale, costellato da negozi di vestiti.

Il giro a Crema è stata l’occasione giusta per far visita al vicino birrificio The Beer District, situato nella zona industriale di Ripalta Cremasca.

Il locale ha una parte esterna, sfruttabile con il bel tempo. Gli interni sono eleganti e, oltre all’ampio bancone e ai tavoli per i clienti, è possibile vedere l’impianto di produzione del birrificio dall’ampia vetrata che si estende lungo le pareti.

Birrificio Crema
L’interno del The Beer District birrificio Crema

Al The Beer District birrificio Crema l’attenzione per il cliente è di casa: le birre vengono accompagnate da stuzzichini prelibati e il personale è disponibile a rispondere a dubbi e curiosità, e a dare consigli nella scelta della bevanda da consumare.

La nostra scelta è ricaduta su due birre prodotte dal The Beer District: la Cream Ale aromatizzata allo zenzero e la Scotch Ale.

La prima è una birra chiara, dal carattere beverino, perfetta per gli aperitivi e per le lunghe bevute.

Lo zenzero, aggiunto sotto forma di radice durante la maturazione, la fa da padrone: dona un profumo di freschezza e regala alla bevanda il retrogusto caratteristico che lo contraddistingue. Si sposa perfettamente con il sapore dei malti americani utilizzati, non sovrastandoli. Questa birra risulta fresca, poco amara e frizzantina!

Le Cream Ale fanno parte di quegli stili di birre nati negli Stati Uniti. Sono caratterizzate da lieviti ad alta fermentazione ma, durante la fase di maturazione, subiscono un abbattimento della temperatura: questa fase viene chiamata lagerizzazione.

Le Cream Ale sono beverine, poco amare e dall’aroma leggero.

La seconda birra che abbiamo assaggiato, la Scotch Ale, è molto scura ed è caratterizzata da un gusto forte e deciso, e da una schiuma cremosa.

Al naso prevale il profumo di caffè e di nocciola. In bocca, a primo impatto, sono forti le note di caffè che lasciano spazio a un retrogusto al sapore di cioccolato.

Le Scotch Ale sono birre ad alta fermentazione, nate in Scozia nel XIX secolo, e si fanno riconoscere per il colore scuro e per il sapore fortemente maltato e dolce.

Cream Ale e Scotch Ale con gli stuzzichini del The Beer District
Cream Ale e Scotch Ale con gli stuzzichini del The Beer District

Dopo la gustosa esperienza al The Beer District birrificio Crema, siamo certi nel dire che torneremo, per provare le altre birre. Nel frattempo, potete vedere l’album in evidenza dedicato sul nostro profilo Instagram!

Hasta la birra!